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Notizie ed info

La Cassazione ribadisce che tutte le opere di sopraelevazione necessitano sempre del permesso di costruire e chiarisce quando un’opera può definirsi amovibile/precaria.



Con la sentenza n.  51599/2018 la Corte di Cassazione ribadisce che per la sopraelevazione di un immobile è sempre necessario il permesso di costruire; tuttavia, nel confermare un principio oramai assodato, chiarisce la definizione e le caratteristiche delle opere amovibili/precarie.

Permesso di costruire: chi può presentarlo oltre al proprietario?
Il Tar Campania ribadisce che oltre al proprietario possono presentare il permesso di costruire anche “altri aventi titolo”, tra cui gli eredi
Con la sentenza n.1388/2018 il Tar Campania chiarisce chi può presentare un permesso di costruire oltre al proprietario.

I fatti in breve
La proprietaria di un immobile impugnava dinanzi il Tar il provvedimento di diniego dell’istanza di permesso di costruire, motivato dall’amministrazione comunale sulla scorta della mancanza di un titolo legittimante al rilascio del provvedimento abilitativo.
La ricorrente chiariva di aver presentato un’attestazione della sussistenza del titolo, di per sé sufficiente, e di aver comunque poi integrato la documentazione richiesta anche attraverso una perizia di parte. Successivamente si costituivano in giudizio gli eredi, a seguito del decesso dell’originaria ricorrente.
Il Tar Campania accoglieva il ricorso ribadendo che:
il permesso di costruire non è riservato unicamente al proprietario, ma anche a chi abbia “titolo per richiederlo“, espressione che si identifica con la legittima disponibilità dell’area, in base ad una relazione qualificata con la stessa di natura anche solo obbligatoria.” (cfr. Cons. Stato Sez. VI n. 3048/2018)
Nel caso di specie, emergeva una situazione quantomeno di fatto, se non di piena titolarità, tale da legittimare l’originaria ricorrente a richiedere il titolo edilizio; né peraltro il Comune aveva dimostrato l’esistenza di possibili altri titolari del diritto, oltre agli eredi della ricorrente.
Chi può presentare il permesso di costruire
I soggetti che possono presentare il permesso di costruire, secondo un diffuso orientamento della giurisprudenza sono:
il proprietario del suolo
il titolare del diritto di superficie
l’amministratore del condominio (sulle parti comuni)
il concessionario di beni demaniali
l’usufruttuario (per interventi che non stravolgano la destinazione economico-sociale del bene)
l’enfiteuta (per la costruzione di fabbricati rurali)
l’assegnatario a riscatto di alloggio economico o popolare
l’affittuario coltivatore diretto (art. 14 e 16 della legge n.11/1971)
Non sono legittimati invece i possessori di immobili che non sono titolari di un diritto sul bene ma esercitino soltanto di fatto il contenuto di diritti che ad essi non fanno capo (vedi C. Stato, sez. V, n. 2882/2001).

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA EDIFICI

Riqualificazione energetica - Che cos'è
L'agevolazione consiste in una detrazione dall'Irpef o dall' Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In generale, le detrazioni sono riconosciute per:

la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
il miglioramento termico dell'edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi)
l'installazione di pannelli solari
la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
La detrazione spetta, inoltre, per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari, di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, per l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative.

Per le spese effettuate nel 2018, infine, è riconosciuta anche per l’acquisto di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti e per altre tipologie di interventi (acquisto di generatori d’aria calda a condensazione, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione).

Le detrazioni, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, variano a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e dell’anno in cui è stato effettuato.

Condizione indispensabile per fruire dell’agevolazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali per l’attività d’impresa o professionale.

Per la maggior parte di questi interventi la legge 205/2017 (legge di bilancio 2018) ha prorogato la detrazione, nella misura del 65%, al 31 dicembre 2018, per altri l’ha ridotta al 50%.

In particolare, dal 1° gennaio 2018 la detrazione è pari al 50% per le seguenti spese:

acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari
sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto (dal 2018 gli impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A sono esclusi dall’agevolazione. Se, invece, oltre ad essere in classe A, sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti è riconosciuta la detrazione più elevata del 65%.)
acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.
Interventi condominiali

Regole, tempi e misure diverse sono previste, invece, per gli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per questi interventi si possono usufruire detrazioni più elevate (del 70 o del 75%) quando si riescono a conseguire determinati indici di prestazione energetica. Esse vanno calcolate su un ammontare complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali che si trovano nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, la legge di bilancio 2018 ha previsto una detrazione ancora più alta, pari:

all’80%, se i lavori determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore
all’85%, se gli interventi determinano il passaggio a due classi di rischio inferiori.
Anche per questi interventi la detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo ma si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Per ulteriori chiarimenti si rimanda al link allegato:
https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/schede/agevolazioni/detrazione+riqualificazione+energetica+55+2016/cosa+riqualificazione+55+2016

CALCOLO IMU MARIGLIANO 2018

I.MU. (IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA) ANNO 2018
Visti, in particolare, l’art. 1 della L. n. 147/2013, gli art. 13 del D.L. 06.12.2011, n. 201, gli artt. 8 e 9 del D.Lgs. 14.03.2011, n. 23, l’art. 1, commi 161-170, della L. 27.12.2006, n. 296, l’art. 1, comma 380, della L. n. 228/2012, l’art. 10 del D.L. 8.4.2013, n. 35, l’art. 2 del D.L. 102/2013 e l'art. 1, commi 10 e 15, della L. n. 208/2015;
Vista la delibera di Giunta Comunale n.166 del 26/10/2017 e la delibera di C.C. n.76 dell’8/11/2017 con le quali si confermano le aliquote previste per l’anno 2017
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE RENDE NOTO CHE
entro il 16 GIUGNO 2018 deve essere effettuato il versamento della prima rata dell’imposta municipale propria (I.MU.) dovuta per l’anno d’imposta 2018, che deve essere pari al 50% dell’imposta calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni in vigore nell’anno 2017.
Sono tenuti al pagamento dell’imposta tutti i possessori di immobili siti sul territorio comunale. Soggetti passivi sono il proprietario o il titolare del diritto di usufrutto, uso, abitazione (coniuge superstite, coniuge assegnatario della casa coniugale), enfiteusi o superficie sull’immobile
Immobili soggetti all’imposta: il tributo è dovuto su tutti gli immobili posseduti, ovvero fabbricati, aree fabbricabili, terreni.
Si ricorda che l’imposta non si applica:
- al possesso dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
- alle unità appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari o destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche non residenti anagraficamente;
- ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle Infrastrutture, del 22 aprile 2008;
- alla casa coniugale assegnata, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, ad uno dei coniugi;
- ad un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000 n° 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
- ai fabbricati rurali ad uso strumentale;
- ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati;
- unica unità immobiliare posseduta da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'AIRE, già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o usufrutto, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso;
- terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali di cui all'art. 1 del D.Lgs. n. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola (CD e IAP).
Base imponibile:
- Fabbricati: rendita catastale, vigente al 1° gennaio dell’anno d’imposizione, rivalutata del 5% e con l’applicazione dei seguenti moltiplicatori, diversi a seconda della categoria catastale del fabbricato:
Cat. A (no A/10) 160
Cat. A/10 80
Cat. B 140
Cat. C/1 55
Cat. C/2-C/6-C/7 160
Cat. C/3-C/4-C/5 140
Cat. D (no D/5) 65
Cat. D/5 80
Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore
- Aree fabbricabili: il valore imponibile è dato dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione;
- Terreni: il valore imponibile è dato dal reddito dominicale vigente in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, moltiplicato per il coefficiente 135.
Si ricorda che, a decorrere dall'anno 2016, la base imponibile è ridotta del 50 per cento per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo (comodante), che risiede anagraficamente e dimora abitualmente nello stesso comune, a figli o genitori (comodatari) che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda al massimo un'altra unità ad uso abitativo nello stesso comune, adibita a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Tutte le condizioni riportate sono necessarie, con la conseguenza che il venir meno di una sola di esse comporta l'impossibilità di godere dell'agevolazione.
E’ considerata abitazione principale il fabbricato iscritto o iscrivibile in catasto come unica unità immobiliare in cui il possessore ed il suo nucleo familiare (coniugi non legalmente separati) dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Sono pertinenze le unità immobiliari esclusivamente classificate nelle categorie catastali C/2-C/6-C/7, nel limite massimo di una unità pertinenziale per ciascuna delle categorie indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
Detrazione: per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, classificata nella categoria catastale A/1-A/8 o A/9, compete una detrazione di imposta di €. 200,00, da rapportare al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione e da suddividere in parti uguali tra i soggetti passivi per i quali l’unità immobiliare è destinata ad abitazione principale.
La detrazione spetta fino a concorrenza dell’imposta dovuta sull’abitazione principale e relative pertinenze.
La detrazione si applica anche agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell’art. 93 del DPR n. 616/1977.
Aliquote: il versamento della prima rata deve eseguirsi applicando le aliquote e le detrazioni vigenti nei 12 mesi dell’anno precedente, vale a dire quelle dell’anno 2016. Le aliquote in vigore per l'anno 2017 devono applicarsi solo in sede di pagamento del saldo. Si riportano le aliquote vigenti nel 2016:
Fattispecie
Aliquote anno 2018
Abitazione principale e pertinenze (cat. catastale A1-A8 o A9) 0,40%
Aliquota base 1,06%
Calcolo dell’imposta: il calcolo dell’imposta deve effettuarsi applicando al valore imponibile come sopra determinato l’aliquota e l’eventuale detrazione (nel caso di abitazione principale e pertinenze, classificate nelle categorie catastali A1-A8 e A9). L’imposta è dovuta in proporzione alla quota di possesso ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso, considerando per intero il mese in cui il possesso si è protratto per almeno 15 giorni.
Il versamento deve essere effettuato interamente in favore del Comune, fatta eccezione per gli immobili ad uso produttivo appartenenti alla categoria catastale D, per i quali il tributo deve invece calcolarsi come segue:
- Quota statale: applicando l’aliquota dello 0,76%;
- Quota comunale: applicando in sede di prima rata l’aliquota dello 0,30%.
-.............

per maggiori chiamenti si rimanda al manifesto allegato:


Manifesto del comune in riferimento al saldo IMU 2018

A.P.E.
Attestato di Prestazione Energetica e Libretto di Impianto (o Libretto di Centrale)

Il libretto di impianto o di centrale è stato sostituito con il libretto di impianto di climatizzazione e gli adempimenti di seguito descritti valgono per qualsiasi impianto di riscaldamento e raffrescamento ( quindi anche a pompe di calore) la cui potenza complessiva, data dalla somma delle potenze dei singoli generatori installati in una stessa unità immobiliare, superi i 12 kW.
Secondo quanto disposto dai commi 2 e 3 dell’art.6 del DM 26/6/2009, l’attestato di prestazione energetica ha una validità massima di dieci anni, ma tale validità viene confermata solo se sono rispettate le prescrizioni normative vigenti per le operazioni di controllo di efficienza energetica degli impianti di climatizzazione asserviti agli edifici. Nel caso di mancato rispetto delle predette disposizioni l’attestato di prestazione energetica decade il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica. Inoltre, all’attestato di prestazione energetica, va allegato il libretto di impianto.
A questo scopo, nel caso di impianti di riscaldamento serviti da caldaia a combustibile fossile quale ad esempio metano, gpl o diesel, il tecnico ha l’obbligo di controllare il libretto di impianto, verificando che gli adempimenti di legge per le operazioni di manutenzione e controllo di efficienza energetica siano stati rispettati. Nel caso in cui tali adempimenti non siano stati rispettatti, o (capita) il libretto di impianto sia mancante, è opportuno per il tecnico quantomeno informare il proprietario che la scadenza della validità dell’attestato sarà al 31 dicembre dell’anno successivo.
Esempio: se al 1° Ottobre 2013 il tecnico redige un attestato di prestazione energetica per un edificio servito da caldaia e della quale dovesse mancare tale documento, o siano evidenti dallo stesso eventuali inadempimenti, la validità dell’attestato decade il 31 dicembre 2014.
Con la nota del 9 settembre 2013, il Notariato fornisce un chiarimento sull’eventualità di allegare all’Ape il libretto dell’impianto nel caso di atto di compravendita.
L’articolo 6 del D.Lgs. 192/2005, infatti, nel descrivere le condizioni di validità dell’attestazione di prestazione energetica, afferma che i libretti di impianto “sono allegati, in originale o in copia, all’Attestato di Prestazione Energetica”.
Secondo il Notariato il termine “allegato” riferito al libretto di impianto deve essere considerato in senso “atecnico”, quindi non essere considerato unito all’attestato come un unico documento, ma semplicemente come una documentazione di corredo.
Il libretto di impianto, quindi, non va allegato all’Attestato di prestazione energetica a pena di nullità, ma va comunque consegnato all’acquirente al momento più opportuno.
Non è quindi necessario allegare il libretto all’Ape da allegare all’atto, ma è necessario allegarlo nella sua consegna all’acquirente. Riguardo quanto esposto precedentemente sulla validità in se dell’Ape rispetto agli adempimenti di legge da osservare per l’efficienza e la manutenzione della caldaia, riportate sul libretto, il Notariato non entra in merito.
Di seguito si allega il libretto di impianto e il libretto di centrale (la differenza è di seguito spiegata).

Si ricorda che nel caso di (scongiurati) incidenti che coinvolgono la caldaia (che, si sottolinea, gestisce combustibili pericolosi) sul proprietario o conduttore dell’immobile insistono responsabilità penali. Tali responsabilità ricadono sull’installatore / manutentore solo qualora il libretto sia regolarmente compilato. E’ quindi evidente che all’occupante dell’immobile conviene richiedere, alla ditta cui si è affidato, la compilazione del libretto.
Del resto la compilazione del libretto è un obbligo per l’installatore e in nessun modo lo stesso può richiedere un compenso aggiuntivo per la compilazione di tale documento (che deve essere custodito presso l’ubicazione della caldaia).
La stessa cosa vale per il libretto di centrale. La differenza tra libretto di impianto e libretto di centrale è che nel primo caso si è in presenza di impianti autonomi, al di sotto di 35 kW, nel caso di libretto di centrale si è in presenza di impianti centralizzati con caldaie superiori a 35 kW.

Per eventuali chiarimenti contattate lo Studio Tecnico Iossa.

DETRAZIONE FISCALE IRPEF

Ristrutturazioni edilizie - Che cos'è
L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.
Tuttavia, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018 è possibile usufruire di una detrazione più elevata (50%) e il limite massimo di spesa è di 96.000 euro.
La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
E' prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.
In particolare, la detrazione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile.
Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

Guida Agenzia delle Entrate 2018 - Ristrutturazioni edilizie
Guida Agenzia delle Entrate 2018 - Risparmio energetico

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PIANO CASA - PROROGA AL 2019

ESTRATTO DA L. R. CAMPANIA 29/12/2017, N. 38
Art. 13 - (Revisione di termini e di spesa)
1. Al comma 1 dell’articolo 9 della legge regionale 18 novembre 2004, n. 10 (Norme sulla sanatoria degli abusi edilizi di cui al decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, articolo 32 così come modificato dalla legge di conversione 24 novembre 2003, n. 326 e successive modifiche ed integrazioni), la parola “2017” è sostituita dalla seguente “2018”.

2. Al comma 1 dell’articolo 3 della legge regionale 5 gennaio 2011, n. 1 (Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2009, n. 19) la parola “2017” è sostituita dalla seguente “2019”.

3. Omissis

4. L’articolo 3 della legge regionale 18 gennaio 2016, n. 1 (Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione finanziario per il triennio regionale 2016 -2018 della Regione Campania – Legge di stabilità regionale 2016), è così modificato:

a) al comma 5 sostituire le parole da “alla approvazione” fino a “Istituti Campani” con le seguenti “al 31 dicembre 2018”;

b) dopo il comma 5, è aggiunto il seguente: “5-bis. Ai revisori unici dei conti degli IACP è riconosciuto un compenso, a valere sui bilanci dei rispettivi IACP, pari al compenso previsto per il presidente del collegio sindacale dell’Agenzia campana per l’edilizia residenziale, ridotto di un sesto per i revisori unici degli IACP di Avellino, Caserta e Benevento, di un settimo per il revisore unico dell’IACP di Salerno e di un ottavo per il revisore unico dell’IACP di Napoli.”.

5. Nell'esercizio delle funzioni attribuite alle Regioni dal decreto legislativo 15 novembre 2017, n. 183, (Attuazione della direttiva (UE) 2015/2193 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa alla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi, nonché per il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell’atmosfera, ai sensi dell’articolo 17 della legge 12 agosto 2016, n. 170), la Giunta regionale approva, con delibera, le norme tecniche sulle misure per la prevenzione e la limitazione delle emissioni odorigine degli stabilimenti ed attività di cui al Titolo I della Parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). La delibera di approvazione delle suddette norme tecniche è approvata dalla Giunta regionale entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita l’Arpac e la competente Commissione consiliare permanente.


 
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